Benvenuti alla prima edizione della nuova rubrica Recensility News, in cui vi porteremo tutte le notizie della settimana più interessanti avvenute nel mondo tech. Essendo questa la prima puntata, in realtà troverete qualche notizia della settimana scorsa, ma hey, perderla sembrava un peccato. Dunque, bando alle ciance e cominciamo! Oggi parleremo di:

  • Redmi 7 – Smartphone Android da 90€
  • Android Q – Prima Beta
  • Tesla is the new S3XY
  • Apple e gli aggiornamenti in sordina
  • Google Stadia
  • Amazon Kindle 2019
  • Nvidia – Ray Tracing su GTX
  • Google multata dalla Commissione Europea
  • Facebook ha salvato milioni di password in chiaro

Redmi 7 – Smartphone Android da 90€

Da poche settimane il brand Redmi è diventato un marchio separato da Xiaomi e, dopo aver presentato il tanto acclamato Redmi Note 7, si è spinta oltre con il Redmi 7, uno smartphone Android entry-level dal prezzo davvero interessante.

Il Redmi 7 è dotato di un pannello LCD da quasi 6,3 pollici con notch a goccia, un processore Snapdragon 632, batteria da 4000mAh e uscirà con Android Pie. Le caratteristiche non sembrano eccezionali, ma il prezzo potrebbe farvi cambiare idea. Infatti, in Cina, al netto del cambio, il telefono viene venduto da partire da circa 90€ per la versione da 2GB\16GB di storage, ma saranno disponibili anche la 3\32 e la 4\64. Certo, la versione base sembra piuttosto limitata nel 2019, ma per Whatsapp e le foto di gattini su Facebook può andare più che bene.

Redmi 7 in tutte le sue colorazioni - Fonte: Xiaomi
Redmi 7 in tutte le sue colorazioni – Fonte: Xiaomi

Sappiamo che il telefono arriverà anche in Europa, ma non sono ancora certe le date e i prezzi Europa che, ahimè, saranno sicuramente un po’ più alti.

Android Q – Prima beta

Come di consueto a marzo, insieme alla primavera, arrivano anche le prime beta della nuova release di Android, quest’anno è il turno di Android Q. Ancora non si conosce per quale gustoso dolce starà la Q, ma dalla settimana scorsa è possibile installare la prima beta pubblica della nuova versione di Android su tutta la famiglia Pixel di Google. Si tratta però di un’operazione sconsigliata, almeno sul terminale principale (ricordate che è ancora in pieno sviluppo).

Android Q - Pagina di Download
Android Q – Pagina di Download

Tra le novità principali introdotte finora ci sono:

  • Miglioramento della privacy relativa alla geolocalizzazione: è ora possibile bloccare l’uso della posizione alle app mentre sono in background, un po’ come avviene (già da parecchio tempo) su iOS. Nelle attuali versioni è possibile solo consentire o bloccare completamente l’accesso alla posizione.
  • Dark mode estesa a tutta l’interfaccia: è ora disponibile una sorta di dark mode nativa che prende tutta l’interfaccia visualizzando testo chiaro su sfondo scuro. Per attivarla, per ora, è necessario andare nel pannello sviluppatore, dove si trova il relativo toggle. Questa opzione permette anche di risparmiare energia sui dispositivi con schermi OLED, in quanto i pixel neri sono di fatto spenti o quasi.
  • Split view per telefoni foldable: è stato introdotto il supporto a nuovi tipi di interazione dedicati agli smartphone pieghevoli. Viene introdotta la visualizzazione di due app in verticale e la possibilità di riorganizzare automaticamente l’interfaccia quando lo smartphone viene aperto o chiuso.
  • Miglioramento nella schermata di condivisione:, viene risolto un fastidioso “bug” che ritardava la comparsa dei contatti nella schermata, causando uno spostamento insatteso della lista delle app su cui condividere il proprio contenuto.

Qualora voleste provarlo potete partire da qui.

Tesla is the new S3XY

Il car maker americano Tesla ha finalmente presentato l’ultimo veicolo della lineup di autovetture, aggiungendo il SUV compatto Model Y.

Tesla Model Y - Landing page su Tesla.com
Tesla Model Y – Landing page su Tesla.com

Si tratta fondamentalmente di una Model 3 un po’ rialzata che promette le solite prestazioni da super car e un’autonomia di 540km nella versione Long Range. I prezzi in Italia partono da 57.000€ per la versione a trazione posteriore Long Range e arrivano fino ai 70.000€ per la versione Performance Dual Motor. Non si tratta certo di una vettura economica, ma Elon Musk ha promesso che tra il 2021 e il 2022 arriverà anche il modello Standard Range a trazione posteriore, più economico (circa 45.000€ in Italia).

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Si tratta di un veicolo molto importante per la compagnia, in quanto è un segmento che oggi vende moltissimo, essendo un ottimo connubbio tra praticità, abitabilità e ingombri.

La Model Y completa la famigerata scritta S3XY, composta dalle lettere dei modelli Tesla presenti sul mercato, Model S, Model 3 (in origine doveva chiamarsi Model E), Model X e Model Y.

Apple e gli aggiornamenti in sordina

Nel corso di questa settimana Apple ha aggiornato un numero considerevole di prodotti, l’Apple Store è andato offline come di consueto prima dell’uscita di nuovi dispositivi.

iPad Air e iPad Mini

I primi a essere usciti sono stati i nuovi iPad Air e iPad Mini. Entrambi montano il chip A12 Bionic (lo stesso di iPhone XS e XS Max) e hanno il supporto alla Apple Pencil di prima generazione. Per la prima volta Apple introduce il supporto alla penna anche in modelli decisamente più economici. Entrambi mantengono il Touch ID e, con esso, le cornici spesse tipiche dei dispositivi Apple con sensore di impronte.

iPad Air ha un display da 10,5 pollici e sembra sostituire l’iPad Pro di prima generazione, che , infatti, esce dallo store. Rispetto a quest’ultimo però perde 2 speaker, ma mantiene lo Smart Connector per collegare tastiere compatibili e il tanto amato jack per le cuffie.

iPad Air con tastiera e Apple Pencil
iPad Air con tastiera e Apple Pencil

iPad Air è disponibile in 3 colorazioni, Argento, Grigio Siderale e Oro (..rosa..) e in due tagli di memoria, 64 e 256GB. Per tutte le configurazioni è possibile scegliere se averlo con sola connettività Wi-Fi o con Wi-Fi + Cellular. Quest’ultima versione sembrerebbe essere Dual Sim, con Nano SIM + eSIM, come avviene su iPhone XS (al momento in cui scriviamo però non è chiaro se questa funzionalità sarà abilitata, personalmente non saprei che farmene di un Dual Sim anche sul tablet). I prezzi partono da 569€ per la versione 64GB solo Wi-Fi e si arriva fino a 879€ per la versione da 256GB Wi-Fi + Cellular.

iPad Mini con Apple Pencil
iPad Mini con Apple Pencil

iPad Mini aspettava un aggiornamento da 4 anni e finalmente è arrivato. Hardware e configurazioni sono le stesse di iPad Air, ma in un formato più piccolo, il display è infatti un 7,9 pollici. Questa versione non è dotata di Smart Connector, quindi per collegare una tastiera ci si dovrà affidare al bluetooth. I prezzi partono da 459€ per la versione 64GB solo Wi-Fi e arrivano a 769€ per la versione Wi-Fi + Cellular.

Airpods 2

Proseguendo, è stato annunciato un prodotto per il quale mi sarei aspettato una presentazione, ma anche questo è arrivato in sordina. Sto ovviamente parlando delle nuove Airpods 2.

AirPods 2 -Fonte: Apple
AirPods 2 -Fonte: Apple

Per chi sperava in qualcosa di nuovo rimarrà un po’ deluso, si tratta infatti solo di un refresh. Gli auricolari ora adottano il chip Apple H1 che promette il 50% in più di autonomia e rende possibile chiamare Siri direttamente con i comandi vocali. Il prezzo delle Airpods non cambia, 179€ per la versione con il cofanetto con connettore Lightning.

Per chi volesse è finalmente disponibile la versione con cofanetto Lightning + ricarica wireless Qi al prezzo di 229€. Quest’ultimo è compatibile anche con le Airpods di prima generazione, pertanto, chi non avesse intenzione di aggiornare, ha la possibilità di acquistare solo la custodia a 89€

Le nuove Airpods sono già listate su Amazon, ma risultano al momento non disponibili. In alternativa è possibile comprarle sullo store Apple o in Apple Store.

iMac

Infine Apple ha anche aggiornato la sua linea di iMac, ora sono disponibili anche con i processori di 8a e 9a generazione Intel. I prezzi variano sensibilmente in base alla configurazione, ma si parte da 1.599€ per l’iMac 21 4K e da 2.199€ per l’iMac 27 da 5K. Alcune versioni possono montare anche una scheda video Vega al posto delle Radeon Pro.

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iMac, pagina di acquisto
iMac, pagina di acquisto

Per la versione da 21 pollici rimane a listino il modello base con un processore i5 dual core di settima generazione al prezzo di 1.349€. Ha però poco senso a questo prezzo, in quanto si rinuncia alla scheda grafica dedicata e si rimane bloccati con un dual core, tutto questo per “soli” 250€ in meno rispetto all’entry-level 4K.

Si apre uno scenario interessante dietro alla motivazione che ha spinto Apple a fare tutti questi annunci in sordina. Apple è solita fare le cose in pompa magna, anche se si tratta di aggiornamenti marginali. Riescono comunque a inseriri i nuovi prodotti nella cornice di qualche presentazione e quella del 25 marzo sarebbe stata perfetta.

Quello che viene da pensare è che Apple voglia dedicare per intero l’evento alla presentazione dei nuovi servizi di cui tanto si è sentito parlare: il “Netflix” di Apple (l’evento si chiama “It’s Show Time”), il servizio di aggregazione Apple News e, sembra, anche una carta di credito realizzata in collaborazione con Goldman Sachs. Non è un segreto che Apple stia avendo qualche problema con le vendite dei terminali, pertanto si troverà a spingere sui servizi per poter colmare la riduzione dei guadagni sui dispositivi. In questa cornice, ha molto più senso dedicare un evento interamente alla presentazione di servizi piuttosto che di prodotti.

Google Stadia

Al Game Developer Conference 2019, Google ha tenuto per la prima volta un keynote. In questa cornice ha presentato Stadia.

Non si tratta di una console come si pensava in origine, ma bensì un servizio di game streaming.

Google Stadia
Google Stadia

I giochi, infatti, gireranno nei data center di Google e il flusso video dell’azione di gioco verrà inviato poi direttamente al dispositivo su cui si sta giocando. Il punto di forza di questo servizio è infatti la possibilità di essere utilizzato da praticamente qualunque dispositivo, sia esso uno smartphone, un PC, un Chromecast e così via. Sarà inoltre possibile passare da un dispositivo a un altro senza problemi e continuare a giocare.

Google promette di far giocare i suoi utenti a 4K@60FPS già al lancio, ma si sta già preparando per poter arrivare a 8K@120FPS. Per ottenere questi risultati però sarà necessaria almeno una connessione da 30Mbps secondo Google.

Chiunque abbia mai giocato, a questo punto si sarà chiesto come avranno risolto il problema della latenza. Beh, innanzi tutto viene utilizzato hardware di altissimo livello, i datacenter saranno infatti dotati di CPU personalizzata x86 fino a 2.7GHz con Hyper-Threading e GPU personalizzata capace di 10.7 TFLOPS e memoria HBM2 (probabilmente realizzata da AMD); inoltre Google ha realizzato anche un controller che non si collega al nostro dispositivo, ma direttamente ai server di Google, in maniera tale da ridurre quanto più possibile l’input lag.

Ancora non si conoscono costi e date di uscita per l’Italia (Google ha parlato in generale di Europa), né tantomeno il modello finanziario, se in abbonamento o acquistando il gioco da Google. Non appena ci saranno notizie vi faremo sapere.

Amazon Kindle 2019

Amazon ha reso disponibile in preordine la nuova generazione del suo Kindle, il modello entry-level dell’ebook reader di Amazon. Il nuovo dispositivo mantiene le stesse caratteristiche principali della generazione precedente, ma mutua la retroilluminazione dai suoi fratelli maggiori Paperwhite e Oasis.

Amazon Kindle 2019
Amazon Kindle 2019

Il dispositivo viene proposto a 79,99€ in consegna il 10 Aprile,direttamente su Amazon ovviamente.

Nvidia – Ray Tracing su GTX

L’anno scorso Nvidia ha introdotto il RealTime Ray Tracing, una tecnologia che permette di realizzare le riflessioni della luce sugli oggetti di una scena, in maniera molto più realistica e appagante alla vista.

Finora questa tecnologia era relegata al mondo del cinema in post produzione, ma con le nuove RTX di Nvidia è possibile eseguire il Ray Tracing in tempo reale mentre la scena viene renderizzata. Questa nuova feature, finora, è rimasta appannaggio delle costose schede della famiglia RTX, che montano hardware dedicato (i cosiddetti Tensor Core) per gestire il RT. Nvidia ora permetterà di eseguire il RT, tramite librerie DirectX, anche sulla maggior parte schede della famiglia GTX10x0 e GTX16x0, anche se in versione ridotta.

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Il problema che si presenta, è che le schede video senza Tensor Core risultano piuttosto lente a processare il RT, quindi il risultato sarà quello di giocare a frame rate piuttosto bassi. Non è chiaro quindi come mai Nvidia abbia fatto questa scelta, soprattutto considerando che il loro obiettivo è spingere la vendita delle costose RTX. Che sperino di far vedere a tutti come si gioca male senza Tensor Core per farci tutti passare alle RTX? Probabilmente non lo sapremo mai.

Google multata dalla Commissione Europea

A quanto pare Google non riesce a resistere dal farsi multare in Europa. Questa volta per abuso di posizione dominante nei motori di ricerca sui siti di terze parti. Per un sito terzo, è infatti possibile aggiungere un motore di ricerca personalizzato fornito da Google, che consente la ricerca all’interno del sito stesso. Ovviamene, collegato a questo motore di ricerca, ci sono anche le pubblicità fornite da AdSense. Google avrebbe inserito delle clausole anti concorrenziali sui contenuti da visualizzare come risultati. Pertanto, la Commissione Europea ha ritenuto questo comportamento, perpetrato per oltre 10 anni, come una violazione delle norme antitrust dell’UE e avrebbe quindi comminato un’ingente multa da 1,49 miliardi di euro.

Facebook ha salvato milioni di password in chiaro

No, non è un titolo clickbait. Facebook ha dichiarato che, a seguito di un bug, le password di molti utenti (alcune centinaia di milioni) sarebbero state salvate in plaintext, ovvero in maniera assolutamente leggibile.

Nel mondo dei server, è buona norma non salvare mai le password in chiaro, ma applicarci un algoritmo di hash e salvare invece il risultato di quest’ultimo. In breve, un algoritmo di hash genera una stringa più o meno lunga e pseudo univoca che è sempre uguale, se parte dagli stessi dati. Pertanto, quando registrate una password, non viene salvata la password vera e propria, ma il suo hash, ogni volta viene controllato l’hash e non la password per autenticarvi. In questo modo, anche in caso di databreach, nessuno può conoscere la password che usate per entrare sul sito, ma solo il suo hash, da cui è virtualmente impossibile tornare indietro.

Facebook riporta di aver trovato il bug a seguito di un controllo di manutenzione periodica e di aver già provveduto a risolvere il problema, quindi alcuni di voi si troveranno probabilmente a doversi riloggare sul sito al prossimo accesso.

Conclusioni

Devo dire che è stata una settimana piuttosto intensa che ci ha portato molte news interessanti. Vi lascio il video del nostro Gigi per qualche approfondimento.

Google Stadia, Apple e Instagram novità in pochi minuti

Anche la settimana prossima sarà ricca di notizie con l’evento Apple e Huawei, pertanto non mancante domenica prossima per scoprire tutte le notizie della settimana!

Author: Riccardo Ierardi

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