Eccoci alla seconda puntata di Recensility News, un recap delle notizie della settimana curata con amore e affetto dallo staff di Recensility.

Questa settimana sono successe un po’ di cose, alcune anche piuttosto importanti, ma andiamo con ordine, oggi parleremo di:

  • Apple – It’s Show Time
  • Huawei P30 e P30 Pro – I nuovi camera phone da battere
  • Xiaomi Super Charge Turbo – La ricarica super veloce da 100W
  • Direttiva Europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale
  • Aumento delle protezioni offerte dalla garanzia su prodotti e servizi
  • Apple cancella AirPower
  • Apple Watch introduce l’ECG anche in Europa

Apple – It’s Show Time

Il 25 marzo si è tenuto l’evento Apple “It’s Show Time”, di cui avevamo già parlato nell’articolo della settimana scorsa. Non mi dilungherò troppo in quanto il nostro Gigi ha già fatto un articolo dedicato con la diretta e le impressioni a caldo sull’evento.

Apple News+

Il primo annuncio è stato quello del servizio di News in abbonamento. Apple ha introdotto la nuova funzionalità nell’app News, già presente su iOS, andando a inserire una sezione dedicata.

Apple News+
Apple News+ – Fonte: Apple

Il servizio promette di aggregare notizie dalle testate giornalistiche più affidabili e include anche i migliori magazine (oltre 300) da poter sfogliare e leggere direttamente dal proprio iPhone o iPad. Tra le testate giornalistiche più importanti troviamo il The Wall Street Journal e tra i magazine ci sono nomi del calibro di National Geographic.

Tutti i contenuti saranno visibile senza restrizioni, senza pubblicità e senza che né Apple né i produttori di contenuti sappiano cosa si sta leggendo. Per questo motivo, pur essendo presente la funzionalità di suggerimento di nuovi contenuti, essa viene realizzata completamente in locale: l’app News scaricherà blocchi di articoli e tra questi sceglierà quali proporre, in base alle preferenze di lettura, raccolte anch’esse in locale.

Il servizio, per ora attivo solo in Stati Uniti e Canada, avrà un prezzo di 9.99$/mese e supporterà il Family Sharing senza costi aggiuntivi.

Apple Card

Apple entra ufficialmente nel mondo delle carte di credito. Con il supporto di Goldman Sachs, Apple integrerà la possibilità di richiedere una carta di credito revolving virtuale, direttamente dal Wallet. La promessa di Apple è quella di eliminare tutte le spese associate alla carta e di poter scegliere direttamente dall’app come pagare le rate e capire chiaramente gli interessi associati.

Apple Card
Apple Card – Fonte: Apple

Insieme alla carta virtuale, integrata in Apple Pay, verrà fornita anche una carta fisica in titanio. Questa non riporterà numeri, codici di sicurezza e scadenza, in maniera tale che sia più sicura in caso di furto o smarrimento. I numeri relativi alla carta si troveranno invece nell’app Wallet.

Nonostante Goldman Sachs si sia detta possibilista nell’esportare la carta Apple all’estero, difficilmente la vedremo in Italia. Da noi, infatti, le carte revolving non hanno una grande diffusione, mentre negli Stati Uniti sono molto più diffuse (tanto che non si parla di platfond, ma di limite di spesa), inoltre bisognerebbe capire se e come Goldman Sachs possa operare in Europa, dove le regolamentazioni bancarie sono differenti.

Apple Arcade

Continua il settore degli abbonamenti per Apple, ma stavolta lo fa nel mondo del gaming.

Apple Arcade
Apple Arcade – Fonte: Apple

Apple Arcade prevede la possibilità di giocare alcuni titoli (oltre 100 all’uscita) pagando un abbonamento mensile. Questi titoli saranno un’esclusiva del servizio e potranno essere giocati nella loro interezza senza futuri acquisti in-app e senza pubblicità. Si tratta di una diversa forma di pagamento verso gli sviluppatori e, personalmente, penso che verrà molto apprezzata da coloro che amano variare spesso il tipo di gioco, ma sono stufi di vedere pubblicità comparire di continuo e interrompere il gameplay.

Il servizio è da non confondere con il ben diverso Google Stadia (di cui abbiamo parlato la settimana scorsa). I giochi, infatti, gireranno in locale, non sarà necessaria una connessione dati, se non per scaricare il gioco. Una volta installato sarà possibile avviarlo come qualsiasi altra applicazione.

Il servizio promette nomi del calibro di Konami, SEGA e LEGO e il suo arrivo è previsto per l’autunno. Non ci sono ancora informazioni sul costo dell’abbonamento.

Apple TV+

Arriviamo alla fine alla star della presentazione, gli aggiornamenti di Apple TV e Apple TV+.

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Apple introduce TV Channels, una nuova applicazione che fa confluire, in un unico posto, tutte i servizi di streaming, canali di TV via cavo e servizi on demand a cui siamo abbonati. Da Channels potremo scegliere un contenuto qualsiasi che ci interessa, senza stare a pensare quale servizio ce lo fornisce. Il solo account Apple sarà sufficiente per accedere ai servizi di cui paghiamo l’abbonamento.

Il grande assente in questo caso è Netflix, che ha deciso di non far parte della “rete” Apple, per ovvie ragioni.

In Italia, ad oggi, questa applicazione sarà poco sfruttabile. Tra i servizi con cui Apple ha stretto accordi, in Italia è presente solo PrimeVideo di Amazon. L’applicazione, pertanto, ha poco senso di esistere fintanto che non verranno integrati anche servizi come NowTV, SkyGo, TIMVision o Infinity (per citarne alcuni). Inoltre da noi la TV via cavo è pressocché inesistente.

Ma non finisce qui, Apple infatti porterà la nuova app TV sulle smart TV di Samsung, LG, Sony e Vizio, oltre che sui dispositivi Roku e FireTV. Un bel cambio di strategia per una società fondata sull’ecosistema proprietario!

Questo cambio di strategia però, assume un significato diverso se si pensa al nuovo servizio TV+. Si tratta infatti della nuova piattaforma di streaming che vede Apple come produttore di contenuti originali, un po’ come accade con HBO, Netflix e Amazon. Questi contenuti saranno disponibili in esclusiva sulla piattaforma Apple e vi parteciperanno personalità del calibro di Steven Spielberg, J.J. Abrams e Jennifer Aniston. A differenza di quanto accade sulle altre piattaforme però, Apple non fornirà contenuti esterni acquistati in licenza.

Apple TV+
Apple TV+ – Fonte: Apple

Il nuovo servizio non ha ancora un costo né una data di uscita, ma portà godere anch’esso del Family Sharing.

Huawei P30 e P30 Pro – I nuovi camera phone da battere

Huawei ha presentato la nuova generazione di smartphone della serie “P” al consueto evento a Parigi, quindi conosciamo insieme i nuovi arrivati P30 e P30 Pro.

Huawei P30 Pro

Partiamo subito dal top di gamma, il P30 Pro. Si tratta di uno smartphone con un display OLED con bordi curvi da quasi 6,5 pollici e notch a goccia, Kirin 980 e 8GB di RAM.

Fin qui nulla di particolare, ma passiamo alla parte interessante, le fotocamere. Il modello di quest’anno porta con sé ben 4 fotocamere, una con ottica classica 1x, una grandangolare, una teleobiettivo 5x e, per la prima volta in un telefono della casa cinese, un sensore TOF (Time Of Flight). Non si tratta di fotocamere normali però, infatti sono dotate di peculiarità interessanti.

Huawei P30 Pro
Huawei P30 Pro – Fonte: Huawei

Il sensore 1x non ha la solita configurazione RGB (Rosso – Verde – Blu), ma una configurazione RYB, con il giallo al posto del verde. A detta di Huawei questa configurazione permette al sensore di far entrare fino al 40% di luce in più, e infatti il sensore permette di arrivare a un livello ISO di ben 409600, promettendo incredibili foto anche nelle condizioni di luce più difficili.

La lente zoom è di tipo periscopico, ovvero contiene una serie di specchi che fanno arrivare la luce a un sensore posto perpendicolarmente rispetto al corpo del telefono, in maniera tale da consentire di avere uno zoom fisso di 5x. Huawei promette uno zoom ibrido fino a 10x, realizzato combinando i dati di più sensori, e uno zoom completamente digitale fino a 50x.

Ma le sorprese non finiscono qui, infatti Huawei ha eliminato la capsula auricolare e inserito un sistema che fa vibrare lo schermo del telefono per trasmettere il suono. Il risultato sembra essere di buona qualità, soprattutto per chi è attento alla privacy, ma il volume sembra non essere altissimo.

Rispetto al predecessore guadagna il sensore di impronte ottico sotto al display, la certificazione passa da IP67 a IP68 e la batteria sale a 4200mAh. E’ presente la ricarica veloce da 40W e la ricarica wireless veloce da 15W con possibilità di ricarica inversa.

I prezzi partono da 999,00€ per la versione 8/128. Per chi acquisterà il prodotto entro il 7 aprile riceverà in regalo un Sonos One da 229€ e 50€ da spendere sul servizio di streaming video di Huawei (si, ne esiste uno).

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Huawei P30

Il fratello minore presentato insieme al Pro è dotato di un display OLED piatto da 6,1 pollici con notch a goccia, Kirin 980, 6GB di RAM e 3600mAh di batteria.

Su questa versione il reparto fotografico è ridotto, andando a somigliare molto al P20 Pro dello scorso anno, con una camera RGB 1x, una grandangolare e un teleobiettivo 3x (5x ibrido).

Huawei P30
Huawei P30 – Fonte: Huawei

In questo caso viene mantenuta la capsula auricolare e troviamo anche il jack per le cuffie. La certificazione IP scende a 53 e la ricarica rapida è limitata a 22.5W. Il sensore di impronte rimane di tipo ottico sotto al display, ma si perde la ricarica wireless.

Il P30 parte da 799,00€ per la versione 6/128 e anche in questo caso è valida la stessa promozione del Pro.

Xiaomi Super Charge Turbo – La ricarica super veloce da 100W

Xiaomi continua a sorprendere, mostrando una ricarica rapida in grado di arrivare fino a 100W e completare la ricarica di una batteria da 4000mAh in soli 17 minuti. Questo vuol dire poter caricare il telefono mentre vi fate una doccia veloce e avere batteria disponibile per tutta la giornata.

Xiaomi's 100W Super Charge Turbo fast charging technology demo

Questo sarà probabilmente il limite massimo con cui dovremo convivere per un po’, in quanto 100W è il valore di potenza massimo integrabile su una porta Type C dotata di Power Delivery, ma direi che una giornata intera in soli 17 minuti possa bastarci.

Il problema più grosso da risolvere sarà quello di evitare il danneggiamento della batteria nel lungo termine e, probabilmente, sarà utilizzabile solo con cavi certificati e la potenza massima sarà da selezionare in fase di carica, in maniera tale da evitare di usarlo sempre, anche quando non ne abbiamo necessità. Non appena Xiaomi fornirà ulteriori dettagli vi aggiorneremo.

Direttiva Europea sul diritto d’autore nel mercato unico digitale

Il 26 marzo il Parlamento Europeo ha approvato la Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale, a conclusione di un iter durato 2 anni e non certo esente da critiche.

Il nuovo regolamento sul copyright si propone di dare linee guida generali sull’applicazione del diritto d’autore nel nuovo mondo di Internet. Il precedente regolamento infatti era fermo al 2001, anno in cui il web era molto diverso da come lo conosciamo oggi.

Si tratta di una direttiva che è stata molto discussa e criticata, poiché lascia molto spazio all’interpretazione e sposta la responsabilità dai singoli utenti ai colossi del web, che rischiano di tirarsi indietro per evitare battaglie legali sui contenuti caricati da chi usa le proprie piattaforme. Gli articoli più criticati sono l’articolo 15 (precedentemente articolo 11) e l’articolo 17 (precedentemente articolo 13).

Articolo 15 – Link tax

L’ex articolo 11 è stato decisamente ammorbidito rispetto alle precedenti formulazioni e il suo target è principalmente quello di servizi come Google News, ovvero aggregatori che forniscono il servizio di raccolta delle news tramite link a diverse fonti. La norma prevede che il fornitore del servizio stipuli accordi di licenza con gli editori, in maniera tale che gli stessi vengano remunerati per il contenuto prodotto.

Le critiche a questa norma risiedono nel fatto che spesso gli aggregatori di news sono un servizio gratuito, fornito a contorno di altri. Pertanto, per soggetti come Google, è più facile chiudere semplicemente il servizio piuttosto che pagare licenze a diversi soggetti (come peraltro già successo in Spagna, dove una norma del genere esiste già). Questo andrebbe ovviamente a danno sia degli utenti, sia (probabilmente) degli stessi editori, che sono gli stessi che hanno richiesto a gran voce questo regolamento.

Articolo 17 – Upload filter

L’articolo 17 si pone come obiettivo di limitare il caricamento su piattaforme di condivisione di contenuti protetti dal diritto d’autore. Secondo il nuovo regolamento, la responsabilità viene condivisa anche con la piattaforma che deve “fare del suo meglio” per limitare il caricamento di questi contenuti.

Di fatto, la norma prevede l’utilizzo di un algoritmo simile a quello del Content ID presente su YouTube, poiché il contenuto va individuato già in fase di caricamento o nel minor tempo possibile, dato che la piattaforma diventa corresponsabile del caricamento del contenuto non filtrato. Il pericolo percepito è quindi quello di trovarsi davanti a sistemi di filtraggio che stringeranno il più possibile, ponendo forti limiti alla possibilità di caricare contenuti che ne richiamano altri o che vi assomigliano.

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Snippet, meme e Wikipedia

Tranquilli, i meme sono salvi. E’ infatti riportato nel testo del regolamento che l’utilizzo a scopo parodico è consentito (fa parte del cosiddetto fair use, ovvero utilizzo lecito), così come non verranno toccate le società non a scopo di lucro come Wikipedia. Infine anche gli snippet dovrebbero essere esclusi da ogni forma di pagamento, pertanto potrete continuare a condividere i link acchiappalike che vi piacciono tanto.

Dato che si tratta di un argomento piuttosto complesso e delicato, prendete questo trafiletto per quello che è, una news. Se riusciremo faremo un articolo dedicato.

Aumento delle protezioni offerte dalla garanzia su prodotti e servizi

Il Parlamento Europeo ha approvato due direttive riguardanti le norme da applicare sulla garanzia per prodotti e, soprattutto, per contenuti digitali acquistati nel mercato unico. Lo scopo è avere direttive comuni per la garanzia in tutti gli Stati membri.

Per quanto riguarda l’acquisto di contenuti digitali, la normativa prevede una garanzia di 2 anni in caso di fornitura una tantum, mentre la garanzia viene estesa a tutta la durata del contratto in caso di abbonamento. Inoltre è previsto che, in presenza di un servizio difettoso o contenuto non consegnato, l’utente ottenga un rimborso (entro 14 giorni) o uno sconto. In caso di difetti emersi entro 1 anno, l’onere di provare che il difetto non fosse presente prima dell’erogazione del contenuto spetta ora al fornitore stesso e non più al cliente.

Per quanto riguarda i prodotti non cambia molto, ma sono degne di nota due modifiche:

  • farà fede la data di ricezione del prodotto, non più di quella di acquisto, in maniera tale da equiparare gli acquisti online con quelli in negozio;
  • nel caso di acquisti un prodotto che ha una parte digitale (uno smartphone su cui gira un sistema operativo, ad esempio), il consumatore avrà diritto agli aggiornamenti necessari che ne garantiscano l’usabilità per un periodo di vita coerente.

Anche in questo caso, per il primo anno, l’onere della prova che il difetto non fosse presente prima dell’acquisto, spetta al produttore.

Apple cancella AirPower

Ce lo aspettavamo tutti e alla fine è successo. Secondo quanto riportato da TechCrunch, Apple avrebbe deciso di cancellare il tappetino di ricarica wireless AirPower annunciato nel 2017. Alla base di questa cancellazione ci sarebbe un problema di surriscaldamento, a quanto pare non risolvibile. Sembra infatti che il dispositivo si scaldasse a tal punto da surriscaldare e danneggiare i dispositivi in ricarica e che, per questo motivo, “non rispettasse gli standard qualitativi Apple”.

Apple avrebbe deciso quindi di terminare il progetto con un nulla di fatto.

Apple Watch introduce l’ECG anche in Europa

Con l’aggiornamento di watchOS alla versione 5.2, Apple sblocca finalmente la funzionalità ECG anche in Italia. La funzionalità era già stata attivata poco dopo il lancio, ma solo negli Stati Uniti, dove Apple aveva già avuto l’approvazione dell’FDA. In Europa mancavano ancora le certificazioni necessarie, fino ad ora. Per iniziare a usare la funzionalità sarà sufficiente aggiornare all’ultima versione di iOS e di watchOS e seguire le istruzioni.

Apple Watch ECG
Apple Watch ECG – Fonte: Apple

Conclusioni

Anche questa edizione di Recensility News si conclude. Questa settimana è stata all’insegna di Apple e di Parlamento Europeo, cosa ci riserverà la prossima? Per saperlo, vi diamo appuntamento a domenica con Recensility News, per tutte le notizie della settimana.

Author: Riccardo Ierardi

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