Recensility News

Ed eccoci a un nuovo appuntamento con le notizie della settimana dal mondo della tecnologia, selezionate per voi con amore e affetto dalla redazione di Recensility.

Ma ciancio alle bande e iniziamo! Oggi parleremo di:

  • Samsung: Galaxy S10+ si sblocca con un’impronta stampata in 3D
  • IKEA + Sonos = Symfonisk
  • Iliad: problemi a Roma
  • Huawei potrebbe fornire modem 5G a Apple
  • Exodus anche su iOS
  • La Francia approva la prima Web Tax Europea
  • Scattata la prima foto di un buco nero
  • Oppo Reno e Reno 10x Zoom
  • Samsung Galaxy A, la nuova lineup
  • Disney+: il nuovo servizio streaming targato Disney
  • SpaceX: Falcon Heavy rientra con successo

Samsung: Galaxy S10+ si sblocca con un’impronta stampata in 3D

Samsung e la sicurezza biometrica non sembrano ancora andare d’accordo. L’utente darkshark ha pubblicato su imgur un video in cui mostra come sia possibile sbloccare il nuovo Samsung Galaxy S10+ (e, con tutta probabilità anche S10) con un’impronta stampata in 3D.

Secondo quanto riportato dall’utente, dopo aver fotografato con lo smartphone la propria impronta lasciata su un bicchiere, ha accentuato il contrasto con Photoshop e ha passato il tutto su 3DStudioMax. In questo modo ha ricreato una rappresentazione 3D della propria impronta, che ha quindi stampato con una stampante 3D ANYCUBIC (circa 400€). Al terzo tentativo di stampa è riuscito a sbloccare con successo il proprio dispositivo.

Lo stesso utente, sul suo post, pone l’attenzione sul risvolto che questo potrebbe avere sul sistema bancario. Alcune banche, infatti, utilizzano un sensore a ultrasuoni per autenticare il cliente e, dato dato il basso costo dei sistemi utilizzati, il pericolo di contraffazione è concreto. Con una reflex potrebbe essere possibile fotografare un’impronta a distanza e ottenere lo stesso risultato per accedere all’home banking della vittima.

Detto questo però non c’è bisogno di andare nel panico, si tratta comunque di una procedura delicata e non è detto che tutti i sensori si comportino come quello di Samsung.

Qui il post su imgur se volete qualche dettaglio in più.

IKEA + Sonos = Symfonisk

In occasione della Milano Design Week, IKEA e Sonos hanno presentato la linea di prodotti Symfonisk, una linea sviluppata dalla partnership delle due aziende.

Nello specifico sono stati presentati due prodotti, una lampada con speaker integrato e uno speaker dedicato. Entrambi sono compatibili con tutta la famiglia di prodotti Sonos e sono disponibili in colorazione bianca e in colorazione nera.

Linea Symfonisk
Linea Symfonisk -- Fonte: Sonos

La linea Symfonisk, permette di unire la qualità del suono tipica di Sonos con la gamma di prezzi concorrenziali tipica di IKEA. La lampada con speaker costerà 179€, mentre lo speaker semplice solo 99,95€, prezzo che lo rende, di fatto, il prodotto audio più economico della famiglia Sonos.

Questi dispositivi saranno disponibili da agosto 2019 in esclusiva da IKEA.

Iliad: problemi a Roma

Nonostante il suo incredibile successo sin dal lancio, le cose non vanno sempre bene a Iliad.

In un recente bollettino, l’ AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha richiamato di Comune di Roma per aver negato più volte a Iliad l’installazione di antenne in diversi siti della città a causa della vicinanza ad alcuni siti sensibili.

In questi stessi siti, però, erano già presenti antenne di altri operatori, a cui era stato derogato il mantenimento delle stesse, senza quindi l’obbligo di spostarle. A questo punto l’operatore francese ha richiesto ai Municipi coinvolti di fornire delle locazioni alternative per le antenne, ma, a quanto pare non ha mai ricevuto riposta.

Questo comportamento era stato ritenuto, dal Garante, lesivo della concorrenza e discriminatorio nei confronti di Iliad e aveva invitato il Comune di Roma a rimuovere il diniego nei confronti del nuovo operatore.

Avendo però ricevuto risposta negativa da parte del Comune, l’AGCM impugnerà la questione di fronte al TAR.

Huawei potrebbe fornire modem 5G a Apple

Tempi duri per Apple. Tempi duri per i suoi iPhone 5G.

Come sappiamo dai vari rumor che impazzano per il web, Apple ritarderà l’arrivo del 5G al 2020. E fin qui, nulla di strano. Apple ha infatti spesso aspettato a portare nuove tecnologie, in attesa che si perfezionassero e raggiungessero adeguati standard di qualità.

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Insorgono però ora nuovi problemi. Infatti, dopo aver litigato con Qualcomm, Apple potrebbe affidarsi completamente a Intel per i modem 5G. Intel sta però affrontando grossi problemi produttivi e, inoltre, i suoi modem sono sempre stati un passo sotto rispetto a quelli Qualcomm.

Quali soluzione potrebbe avere davanti Apple? Produrseli da sola o chiedere a qualcun altro di venderle prodotti già pronti. La prima soluzione sembra valida, ma nel lungo termine, infatti progettare, sviluppare, testare e certificare un modem richiede tempo e denaro e Apple non sembra in grado di arrivare entro il 2020, pertanto nell’immediato la seconda soluzione sembra più plausibile. Ed è qui che arriva la nostra news. Sembra infatti che Huawei sia disposta a vendere all’esterno il proprio modem 5G, in questo caso proprio ad Apple.

Entrambe le aziende ne avrebbero da guadagnare, Apple riuscirebbe a rimanere competitiva con le ultime tecnologie disponibili sul mercato a Huawei avrebbe un grosso cliente su cui scaricare parte dei costi di ricerca e sviluppo.

Per quanto tutto questo sembri fantastico, ci sono dei “ma”. Apple avrebbe sorpreso più volte Huawei a cercare di carpire informazioni segrete da dipendenti e fornitori, inoltre Huawei non è proprio ben vista negli Stati Uniti. Pertanto il matrimonio tra le due aziende non sembra proprio scontato, ma staremo a vedere se saranno in grado di superare queste difficoltà. Noi di Recensility continueremo a monitorare la situazione per voi.

Exodus anche su iOS

Lo spyware di stato Exodus, di cui abbiamo parlato la settimana scorsa, sembra essere stato presente anche su iOS. Secondo l’azienda di sicurezza Lookout, infatti, sfruttando i certificati aziendali, che permettono a un’azienda di distribuire applicazioni solo a specifici terminali, sembra sia stato possibile diffondere le applicazioni contenenti lo spyware anche su dispositivi della mela.

Come precauzione Apple ha già invalidato i certificati e, di conseguenza, disattivato le app infette. Bisogna riportare comunque che le app, a causa della natura molto chiusa di iOS, avevano una libertà d’azione più ristretta rispetto alle controparti Android.

La Francia approva la prima Web Tax Europea.

Nonostante il fallimento dell’operazione in sede Europea, la Francia approva, per la prima volta nel Vecchio Continente, una Web Tax.

La tassa in questione è rivolta, nella pratica, ai colossi hi-tech che, grazie alle loro dimensioni e flessibilità, riescono spesso a eludere il pagamento delle tasse spostando capitali e sedi in paesi dove il livello di tassazione è più conveniente.

La nuova legge dovrebbe riuscirre a porre un limite a questo fenomeno. Infatti, viene previsto che le aziende paghino il 3% di tasse sulle attività online qualora fatturino almeno 750 milioni di euro l’anno, di cui 25 milioni in Francia. In questo modo la tassazione passa dal guadagno al fatturato, in maniera tale che non sia possibile eludere il fisco.

La legge deve ancora passare al senato, ma non dovrebbero esserci sorprese.

Scattata la prima foto di un buco nero

Si, non ne avevamo mai visto uno. A voler essere pignoli non si tratta davvero di una foto, bisogna infatti tenere a mente che abbiamo a che fare con un oggetto lontano oltre 50 milioni di anni luce con una massa tale da impedire persino alla luce di sfuggirgli.

L’immagine è stata ricostruita da un algoritmo, mettendo insieme le informazioni sulle emissioni radio registrate nella porzione di spazio interessata. Queste informazioni sono ricevute da un serie di radiotelescopi posizionati sulla terra, che, insieme, collaborano a formare l’Event Horizon Telescope (EHT, di fatto, un telescopio grande quanto la Terra).

I dati su cui l’algoritmo ha lavorato sono in realtà “vecchi” di due anni, in quanto i dati sono stati prima ricevuti e salvati e, solo a valle di due anni di lavoro, gli scienziati sono riusciti ad assemblare i dati e a interpretarli sotto forma di immagine.

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Un importante aspetto da tenere a mente è che questi radiotelescopi, essendo entità diverse, devono essere perfettamente sincronizzati per poter correlare i dati tra loro. Per questo motivo sono tutti dotati di un orologio atomico che ne garantisce la sincronizzazione.

L’algoritmo è stato sviluppato da Katie Bouman, una dottoranda ventinovenne del MIT, che ha iniziato ad analizzare i dati e a collaborare con l’EHT per capire come meglio presentarli. Il risultato è stata la foto che, finalmente, possiamo mostrarvi.

Foto del buco nero
Foto del buco nero -- Fonte: EHT

Oppo Reno e Reno 10x Zoom

Oppo ha presentato ufficialmente due prodotti, il Reno e il Reno 10x Zoom. Per ora sono solo stati presentati nel mercato cinese, ma dovrebbero arrivare ufficialmente anche in Europa, dopo la presentazione mondiale il 24 aprile.

Oppo Reno

Il Reno è uno smartphone con display da 6,4 pollici Full HD+ AMOLED, Snapdragon 710, 6 o 8GB di RAM e fino a 256GB di storage interno. Il comparto fotografico posteriore ha due fotocamere, con il sensore principale da 48 megapixel (l’ormai abusato Sony IMX586) e quello secondario da 5 megapixel.

Insomma, sembra il classico medio di gamma. Se non fosse che il display è senza bordi, senza notch e senza foro, quindi, dov’è finita la fotocamera frontale?

Dopo l’esperienza maturata con il Find X, Oppo ha realizzato un’altra fotocamera motorizzata che spunta dalla parte superiore del telefono, in un frame triangolare dedicato, il che lo rende abbastanza unico nel suo genere.

Oppo Reno
Oppo Reno -- Fonte: Oppo Shop China

La fotocamera frontale permette anche lo sblocco (2D) del volto, ma il telefono è comunque dotato anche di sensore di impronte ottico posto sotto al display. Trova ancora posto il jack delle cuffie e la batteria è una 3765mAh con VOOC 3.0, la ricarica ultra rapida di OPPO.

Oppo Reno 10x Zoom

Il secondo dispositivo presentato da Oppo non è molto diverso, ma il display viene portato a 6,6 pollici e il processore è l’855, l’ultimo top di gamma di casa Qualcomm.

Come avrete capito dal nome, però, non sono queste le cose su cui ha puntato Oppo. Il comparto fotografico posteriore viene infatti esteso con una fotocamera simile a quella presente nel nuovo P30 Pro di Huawei ed è quindi in grado di fornire uno zoom ibrido fino a 10x.

In realtà Oppo è stata la prima a presentare uno zoom 10x ottico in un concept al MWC 2019 e qui, trova la sua prima applicazione pratica.

Oppo Reno e Reno 10x Zoom
Oppo Reno e Reno 10x Zoom -- Fonte: Oppo Shop China

Per il resto è del tutto simile al Reno, compresa la fotocamera frontale a scomparsa. Perde però il jack delle cuffie a favore di una batteria più ampia (4065mAh), sempre con la ricarica VOOC 3.0.

5G, disponibilità e prezzi

Insieme a questi dispotivi, Oppo ha annunciato anche una variante 5G disponibile a breve (sembra sia già stata certificata CE). Per i prezzi e le disponibilità dovremo attendere l’evento del 24 aprile, quando verrà presentata la lineup anche a livello mondiale.

Samsung Galaxy A, la nuova lineup

La cornice della Milano Design Week è stata scelta da Samsung per presentare la propria rinnovata linea di Samsung Galaxy A.

Questa volta Samsung ha fatto le cose in grande, andando a coprire praticamente tutte le fasce di mercato, sono stati presentati prodotti entry level, medi e top di gamma. Si parte infatti dal Samsung Galaxy A10 e si arriva fino al Samsung Galaxy A80.

Non mi soffermerò su tutti perché rischierei di diventare quasi noioso, ma il Galaxy A80 è davvero degno di nota, infatti aggiunge quel qualcosa di diverso che riesce a contraddistinguerlo dalla massa.

Si tratta di un dispositivo che monta un processore Octacore (non è dato ancora sapere quale) e che ha più o meno le solite caratteristiche degli ultimi top di gamma, ma aggiunge un comparto fotografico motorizzato e ribaltabile.

Samsung Galaxy A80
Samsung Galaxy A80 -- Fonte: Slashgear

Si, avete letto bene, abbiamo davanti un altro telefono senza bordi, senza notch e senza foro, la fotocamera frontale è realizzata infatti con quella posteriore che viene alzata e ruotata verso l’utente. Questo permette di ottenere due cose: in primis uno schermo privo di interruzioni e poi la possibilità di scattare con la fotocamera posteriore anche davanti. Inoltre, essendo presente una wide angle, non avrete più problemi a farvi i selfie con gli amici.

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Che sia questa la soluzione definitiva all’eliminazione del notch? Non credo, ma è interessante vedere come le aziende si stiano davvero impegnando a “risolvere il problema”.

Disney+: il nuovo servizio streaming targato Disney

Era nell’aria da un po’ e finalmente è stato annunicato. Disney avrà il suo servizio di streaming e si chiamerà Disney+.

Disney+ Landing Page
Disney+ Landing Page

Il servizio garantirà accesso a tutti quei contenuti che sono ormai di proprietà del colosso dell’intrattenimento. A parte i contenuti “classici” della saga di Topolino, saranno presenti i contenuti Marvel, Lucasfilm e Pixar, tutte aziende acquistate da Disney negli anni, di cui è quindi detentrice dei diritti.

Tra le serie interessate ci sono nomi come I Simpson, che saranno presenti con tutte e 30 le stagioni, Star Wars e tutti gli eroi Marvel che tanto amiamo. Anche National Geographic sarà ovviamente presente.

Il prezzo di lancio è piuttosto aggressivo, solo 6,99$ al mese. L’importo può essere ulteriormente ridotto prendendo il pacchetto annuale. Il servizio sarà disponibile da novembre nel mercato statunitense, per poi espandersi al resto del mondo durante il 2020.

Che dire, non resta che aspettare l’anno prossimo per poterci godere on demand i classici Disney e le avventure dei nostri eroi preferiti.

SpaceX: Falcon Heavy rientra con successo

Ma parliamo nuovamente di spazio. Come sapete, SpaceX è la compagnia di Elon Musk che si occupa di lanci spaziali e che ha come obiettivo ultimo quello di colonizzare Marte.

La compagnia, fino ad oggi, ha sviluppato due tipi di razzo, il Falcon 9, per i carichi leggeri, e il Falcon Heavy, che consiste in un Flacon 9 rinforzato con due booster aggiuntivi laterali. Il Falcon Heavy è adatto a missioni più impegnative in termini di peso.

Il mantra della compagnia è stato, sin dall’inizio, quello della riusabilità. Musk sostiene infatti che la corsa allo spazio non sia economicamente sostenibile senza ricorrere al recupero e al riutilizzo dei razzi. Per questo motivo, dopo il lancio e lo sgancio del carico (payload), i booster vengono fatti rientrare e atterrare su specifiche piattaforme sulla terraferma o in mare.

L’11 aprile è stato effettuato il primo lancio commerciale del lancitore Falcon Heavy ed è stato un successo su tutti i fronti. Il satellite Arabsat è stato posizionato nella traiettoria corretta e, per la prima volta, tutti e tre i booster (centrale e laterali) sono stati recuperati con successo. I laterali sono rientrati a Cape Canaveral, mentre il centrale è atterrato sulla piattaforma mobile automatica della compagnia, in mezzo all’oceano.

Il precedente lancio del Falcon Heavy, quello con a bordo la Tesla Roadster, aveva visto il recupero dei razzi laterali, ma il centrale, a causa di problemi al motore, si era schiantato sulla piattaforma.

Se siete appassionati di tecnologia vi consiglio davvero di perdere un’oretta del vostro tempo e guardare il video del lancio.

Arabsat-6A Mission

E anche per oggi è davvero tutto, a risentirci alla prossima domenica per le ultime news della settimana dal mondo della tecnologia.

Author: Riccardo Ierardi

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