Recensility News

E anche a Pasqua le notizie della settimana dal mondo della tecnologia non si fermano! Benvenuti ad un nuovo appuntamento con Recensility News!

Oggi parleremo di:

  • Falla importante su Outlook.com
  • Falle nel nuovo WPA3
  • Apple, Intel, Qualcomm e Huawei: la storia (in)finita del 5G sui nuovi iPhone
  • Samsung: Galaxy Fold sbanca i preordini (e poi si rompe)
  • Apple Pencil genera interferenze con i telecomandi delle auto
  • Assassin’s Creed Unity gratis per ricordare Notre-Dame
  • Nexi sbarca su Fitbit Pay
  • Android: Google consente di scegliere il browser e il motore di ricerca

Falla importante su Outlook.com

A quanto pare è vero, il servizio di posta elettronica di Microsoft, Outlook.com, è stato violato.

Si tratta però di una violazione un po’ particolare, infatti, secondo quanto riferito dalla stessa Microsoft, sarebbero state inizialmente rubate le credenziali di un dipendente dell’assistenza clienti e, tramite quelle, sarebbe stato possibile accedere a informazioni relative a utenti del servizio.

Microsoft conferma che gli attaccanti sono stati in grado di visualizzare dati come indirizzi email, cartelle o oggetti delle mail, ma non sarebbero stati in grado di visualizzare il contenuto delle mail stesse o le credenziali di login. Probabilmente, il dipendente a cui sono state rubate non aveva l’autorizzazione per accedervi.

Il consiglio è comunque di cambiare la propria password, infatti, la casa di Redmond ha già provveduto a inviare mail ai clienti potenzialmente interessati dal breach, per invitarli ad aggiornare le proprie credenziali.

Falle nel nuovo WPA3

Il WPA3 è l’erede del WPA2, lo standard di protezione delle reti wireless più diffuso sul mercato.

Un aggiornamento della protezione WPA era atteso da tempo e, finalmente, iniziano a vedersi le prime implementazione della nuova versione 3. Questa nuova versione garantisce la cifratura della comunicazione con il router e risolve svariate debolezze della fase di connessione che erano presenti nel WPA2.

Eppure, neanche questa versione del protocollo sembra essere sicura. Sono infatti state scoperte 5 nuove falle che, se sfruttate, permetterebbero a un malintenzionato di riuscire a leggere dati sensibili che passano su una connessione considerata sicura. Fortunatamente la Wi-Fi Alliance, l’organo che si occupa di certificare e sviluppare le nuove tecnologie legate al Wi-Fi, ha già confermato la disponibilità di una patch che è già in corso di distribuzione.

Logo Wi-Fi Alliance
Logo Wi-Fi Alliance – Fonte: Wi-Fi Alliance

Possiamo dire che si tratta, in fin dei conti, di un caso fortunato, infatti, essendo il protocollo nelle primissime fasi di diffusione, sono ancora pochissimi i dispositivi che lo supportano. Per questo motivo le patch, con buona probabilità, arriveranno praticamente su tutti i dispositivi disponibili sul mercato e si riusciranno a eliminare completamente le falle.

Ci tengo a sottolineare questa cosa perché, spesso, accade che i router non vengano aggiornati dai produttori, a causa della enorme quantità di modelli diversi che hanno sul mercato. Supportarli tutti non è spesso conveniente da un punto di vista dei costi e del marketing, quindi i produttori semplicemente li abbandonano e lasciano l’utente in balia di chi è in grado di sfruttare queste falle a proprio vantaggio, creando dei seri problemi di sicurezza.

Il consiglio che sentiamo di darvi è di verificare sempre che il prodotto che state acquistando goda di un buon supporto attraverso gli anni (come i Fritz), o, in pochi mesi, vi ritroverete con un firmware che fa acqua da tutte le parti.

Apple, Intel, Qualcomm e Huawei: la storia (in)finita del 5G sui nuovi iPhone

Dunque, ci eravamo lasciato la scorsa settimana con Apple disperata per i modem 5G e Huawei che sembrava pronta a correre in suo soccorso, bene si è ribaltato tutto.

Intel non produrrà chip 5G per smartphone

Ma procediamo con ordine e calma. Per prima cosa Intel ha annunciato che si ritirerà dallo sviluppo di modem 5G per il mercato smartphone. A quanto pare Intel continuerà a lavorare sul 5G, ma lato infrastruttura e modem per altri tipi di dispositivi.

Il settore smartphone ha sempre visto Intel un passo indietro, i suoi modem sono sempre stati più energivori e più lenti rispetto a quelli della concorrenza (Qualcomm) e, opinione personale, Intel non è mai stata interessata a investire troppo nel settore.

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Intel, inoltre, in questo periodo, sta affrontando diversi problemi produttivi e i suoi prodotti a scaffale scarseggiano, lasciando terreno libero per AMD. Intel sta poi lavorando molto sui settori delle GPU e del computing lato server.

Sommando tutte queste motivazioni, diventa facilmente comprensibile che l’azienda preferisca tirarsi indietro dallo sviluppo di soluzioni 5G per smartphone.

Per quanto questo possa lasciare gli utenti finali abbastanza indifferenti, risulta essere un grosso problema per Apple, che, invece, faceva affidamento sulle forniture Intel per poter lanciare gli iPhone 5G nel 2020. Apple si trova infatti completamente sguarnita lato modem, non potendo arrivare in tempo con lo sviluppo di una soluzione proprietaria, che richiede diversi anni di progettazione e prove (qualcuno parla di 6-7 anni addirittura).

Nonostante la presunta disponibilità di Huawei a vendere i propri modem all’esterno, la compagnia ha confermato che non ci sono state discussioni con Apple a riguardo, il che implica che Apple non abbia ancora deciso se approfittare della disponibilità dei colleghi cinesi o meno.

Apple e Qualcomm, che la pace sia con voi

No, Apple e Qualcomm non stanno girando uno spinoff di Star Wars, ma piuttosto sono giunti a un accordo che permette a Apple di risolvere la situazione.

Ma anche qui è necessario procedere con ordine.

Apple e Qualcomm stanno andando avanti da un paio di anni a suon di battaglie legali sui brevetti. Apple sostiene che le royalty da pagare a Qualcomm siano troppo alte e ne ha sospeso unilateralmente i pagamenti. Questo ha portato Apple a citare Qualcomm in giudizio per una sorta di abuso di posizione dominante e Qualcomm ha citato Apple per il mancato pagamento delle royalty dovute. I tribunali, in linea di massima, stanno dando ragione a Qualcomm, arrivando anche a obbligare la sospensione delle vendite di alcuni modelli di iPhone (vedi il caso della Germania).

In un recente comunicato stampa, Apple e Qualcomm hanno annunciato di aver raggiunto finalmente un accordo per la fornitura dei chip per 6 anni con un’opzione di estensione per ulteriori 2 (con le relative royalty). Inoltre è previsto il pagamento di una cospiqua somma di denaro a titolo di risarcimento da parte di Apple verso Qualcomm. Le cifre non sono state rese note, ma, secondo alcune voci di corridoio, si parlerebbe di 5-6 miliardi di dollari più un incremento delle royalty a 8-9 dollari per ogni iPhone venduto.

Insomma, Apple si è piegata a Qualcomm per la disperazione, in quanto non poteva permettersi di rimanere indietro. E’ infatti molto probabile che Intel abbia avvisato Apple in anticipo della sua decisione di non produrre modem 5G e che Apple abbia quindi deciso di chiudere la diatriba con Qualcomm “a qualsiasi costo”, pur di non rimanere senza 5G per diverso tempo. Sembra infatti che le condizioni economiche di questo accordo siano peggiori delle precedenti.

Probabilmente, Apple si aspetta di essere pronta con i propri modem nel giro di qualche anno, auspicabilmente prima della fine della fornitura di Qualcomm. Qualora non fosse pronta, estenderebbe di altri due anni la fornitura per concludere lo sviluppo e poi portare i propri modem sui propri dispositivi e continuare in autonomia.

Cosa accadrà non è dato saperlo, quello che è sicuro è che Recensility News sarà qui per riportarvi tutti gli aggiornamenti nella vicenda.

Samsung: Galaxy Fold sbanca i preordini (e poi si rompe)

Samsung Galaxy Fold è già un successo, dopo soli due giorni di preordine Samsung si è vista costretta a chiudere le prenotazioni.

Pagina di preordine Galaxy Fold
Pagina di preordine Galaxy Fold – Fonte: Samsung.com

A dire la verità ci si aspettava una cosa del genere, Samsung stessa aveva annunciato disponibilità limitate, probabilmente a causa della complessità tecnica e del costo di produzione e di vendita del dispositivo. Si stima comunque che ne siano stati preordinati circa 9000 prima della chiusura del sito di preordini.

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Nel frattempo Samsung ha inviato le unità di test ai recensori e qui sono iniziati i problemi. Secondo quanto riportato da fonti autorevoli quali The Verge, CNBC, The Wall Street Journal e altri, il display del loro esemplare si è rotto nell’arco di 24 ore, dando vita al #foldgate. Si parla di diversi tipi di rotture, per esempio, Dieter Bohn di The Verge riporta una riga che percorre tutto lo schermo.

Tweet di Dieter Bohn di The Verge

Altri riportano vari tipi di rotture dello schermo, con schermi anneriti, immagini che lampeggiano. Insomma, diversi problemi con questa tecnologia P-OLED che, a quanto pare, è ancora agli albori.

Infine ci sono persone, anche del calibrao di MKBHD, che hanno cercato di rimuovere la pellicola protettiva dello schermo che, evidentemente, non andava rimossa. Anche questo ha portato alla rottura dello schermo. A quanto pare Samsung non avrebbe avvertito tutti i recensori di questa cosa.Iinfatti l’informazione doveva essere contenuta nella scatola del Fold, ma non era presente in tutte le unità spedite.

Tweet di MKBHD dopo aver provato a rimuovere la pellicola

Samsung ha già riconosciuto il problema e provveduto a sostituire le unità difettose, affermando che si tratti di un problema relegato a un “numero limitato” di esemplari. Quello che preoccupa è che, in genere, le unità spedite ai recensori vengono testate fin nei minimi particolari, in quanto l’azienda deve essere sicura di mandare degli esemplari integri e perfettamente funzionanti. La portata mediatica di alcuni recensori è globale e quello che interessa è mostrare come sia valido il prodotto e spingerne le vendite. Se anche questi esemplari non funzionano, chissà come saranno quelli messi in vendita a breve (in Europa dal 3 maggio, con preordine dal 26 aprile).

Nonostante tutto, Samsung ha confermato che inizierà la vendita negli Stati Uniti dal 26 aprile. In ogni caso il consiglio che possiamo darvi è di aspettare, qualora foste interessati. E’ probabile che le prime unità avranno problemi simili a quelli visti dai recensori e giornalisti, quindi aspetterei che Samsung riesca a correggerli prima di spendere 2k€ su questo prodotto.

Mentre tutti gli youtuber e i giornalisti hanno gridato al disastro, personalmente non mi stupisco più di tanto. Unità difettose su un prodotto con una tecnologia così innovativa, mi sembrano abbastanza normali. Ricordiamo che stiamo letteralmente piegando uno schermo OLED.

In conclusione, penso che Samsung riuscirà a risolvere i problemi del dispositivo e, magari, riusciremo ad avere un Galaxy Fold 2 senza problemi.

Apple Pencil genera interferenze con i telecomandi delle auto

Siete davanti alla vostra auto e non si apre? Avete per caso in tasca il vostro iPad Pro con la Apple Pencil in ricarica? Ecco svelato l’arcano. Apple ha confermato che la penna in ricarica potrebbe causare interferenze con il telecomando della propria vettura, impedendone l’apertura da remoto. L’informazione viene confermata in una nota nella pagina di supporto che spiega come usare l’Apple Pencil.

Apple Pencil, nota 2
Apple Pencil, nota 2 – Fonte: Apple Support

Il suggerimento di Apple è quello di sospendere la ricarica della penna, aprire la vettura e rimetterla in carica. Comodo no? Specialmente se stai aprendo la macchina con le borse della spesa in mano e hai l’iPad Pro nello zaino.

Sinceramente, anche se sembra una eventualità piuttosto rara, ritengo sia una cosa grave che un prodotto Apple generi tali interferenze con dispositivi di uso comune. Non è possibile che i dispositivi elettronici che ci portiamo dietro creino problemi ad altri dispositivi, in genere vengono fatti dei test appositi. Il problema è stato scoperto con la chiave della macchina, ma chissà con quali altri dispositivi, che lavorano a quelle frequenze, potrebbe interferire.

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Apple comunque conferma nella nota che si tratta di un problema che accade solo nella fase di carica, se la penna è carica non dovrebbe succedere nulla.

Assassin’s Creed Unity gratis per ricordare Notre-Dame

Questa settimana il cuore di tutta la Francia e di tutta l’Europa si è fermato qualche ora, quando la Cattedrale di Notre-Dame de Paris, uno dei simboli più importanti della città e dell’Europa tutta, è stata avvolta dalle fiamme che ne hanno distrutto il tetto e la iconica guglia.

Notre-Dame de Paris in fiamme
Notre-Dame de Paris in fiamme – Fonte: ANSA

Come ben sapranno i giocatori che ci leggono, una fedele riproduzione della Cattedrale è stata riportata di Assassin’s Creed Unity e quella da sola ha richiesto il lavoro di una persona per quasi due anni. Per celebrare il monumento storico e per permettere a tutti di ammirarlo, nonostante i danni, Ubisoft ha iniziato a regalare il gioco, che è quindi gratuitamente scaricabile da UPlay fino al 25 aprile, senza alcun vincolo futuro.

Il gesto è stato talmente apprezzato, che, a causa dell’elevato numero di giocatori, Ubisoft è stata costretta a fare manutenzione ai server per estenderne le potenzialità.

Annuncio Assassin's Creed Unity gratis - Fonte: Ubisoft.com
Annuncio Assassin’s Creed Unity gratis – Fonte: Ubisoft.com

In aggiunta a questo, Ubisoft ha anunciato che donerà 500.000€ per la ricostruzione di Notre-Dame. Davvero un bel gesto, che permette di unire il nuovo al vecchio, il gioco alla realtà. Questo gesto dovrebbe insegnare molto ai governanti di tutto il mondo, demonizzare i giochi non ha molto senso, fanno parte della nostra cultura e con essa si intrecciano. I nostri più sinceri complimenti e ringraziamenti a Ubisoft per il gesto.

Ora scusate, ma vado a giocare ad Assassin’s Creed Unity!

Nexi sbarca su Fitbit Pay

Fitbit Pay, forse, non è più inutile. Nexi e Fitbit Pay hanno annunciato un’intesa per portare i pagamenti con carte Nexi anche su Fitbit Pay.

Fino ad oggi, solo pochissime carte (e anche poco diffuse) erano compatibili con Fitbit Pay, di fatto era necessario fare appositamente una carta compatibile per poterlo usare. Con l’aggiunta di Nexi, il supporto viene esteso a oltre 100 banche italiane che si appoggiano al suo circuito per le proprie carte.

Per configurarlo è sufficiente passare dall’app Fitbit Pay, andando nella sezione Wallet e associando la carta. La sicurezza viene garantita dal fatto che le informazioni della carta non vengono memorizzate sul dispositivo e che è necessario un PIN per procedere ai pagamenti. Questo PIN viene richiesto ogni volta che ci si toglie il Fitbit o comunque ogni 24 ore.

Sembra che ancora il sito di riferimento di Fitbit Pay non sia stato aggiornato. Lo terremo sotto osservazione.

Fitbit Pay Banche supportate
Fitbit Pay Banche supportate – Fonte: Fitbit.com

I dispositivi su cui funziona Fitbit Pay sono al momento 3, il Charge 3 Special Edition, il Versa Special Edition e il Fitbit Ionic.

Android: Google consente di scegliere il browser e il motore di ricerca

Dopo essere stata più volte ripresa e multata dall’Unione Europea, Google ha finalmente rilasciato la possibilità di scelta di browser e motore di ricerca integrato.

Su tutti i dispositivi Android attivati sul territorio europeo, verrà richiesto, in fase di configurazione, di scegliere quale browser gli utenti vogliono usare. Tra le proposte ci sarà quello preinstallato (Google Chrome), ma verranno proposte anche alcune alternative dallo store.

Stessa cosa avverrà con Google Search, che verrà proposto insieme ad altre opzioni.

Google, Scelta software
Google, Scelta software – Fonte: Wired

La stessa cosa era successa a Microsoft con Internet Explorer alcuni anni fa. Dopo essere stata multata dall’Europa, si era vista costretta a implementare la libertà di scelta del browser all’interno di Windows.

Conclusioni

E qui si concludono le notizie della settimana riportate per voi dalla redazione di Recensility. Scusate per l’articolo un po’ più corto del solito, ma hey, è Pasqua. A proposito, AUGURI A TUTTI da parte di Recensility.

#Cancelletto: presentazioni (non ufficiali) e considerazioni

Author: Riccardo Ierardi

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