Recensility News

Ed eccoci a una nuova puntata di Recensility News, le notizie della settimana dal mondo della tecnologia, raccolte per voi, con affetto e amore, dalla redazione di Recensility.

Non perdiamo tempo a partiamo però! Oggi parleremo di:

  • Facebook chiude 23 pagine di fake news in Italia
  • OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro, la nuova lineup della casa cinese
  • Lenovo mostra il suo primo tablet pieghevole
  • DJI Osmo Action, la action cam secondo DJI
  • Falla Whatsapp, Pegasus potrebbe essersi infiltrato sui vostri telefoni
  • ZombieLoad, nuova vulnerabilità sulle CPU Intel
  • Zenfone 6, notchless secondo Asus
  • Vulnerabilità su Microsoft Windows, patch disponibile anche per Windows XP
  • Manifesto per la Repubblica Digitale

Facebook chiude 23 pagine di fake news in Italia

Lo avevano promesso e lo hanno fatto. Come ben sapete la piaga delle notizie false sta dilagando senza controllo negli ultimi anni e Facebook si era impegnata a migliorare il controllo della loro diffusione all’interno delle pagine dei suoi social. Per questo motivo, dopo la segnalazione di Avaaz, rete attivista non governativa, Facebook ha rimosso, chiudendole definitivamente, ben 23 pagine che diffondevano Fake News e Hate Speech.

Molte delle pagine erano state create con l’unico scopo di diffondere notizie false e, per farlo, si erano evolute con il tempo in pagine politicamente orientate, semplicemente cambiando il nome un po’ alla volta. Buona parte di queste pagine erano in qualche modo legate ai due partiti di governo, Lega e Movimento 5 Stelle, che, essendo i partiti più attivi suoi social, hanno anche più follower, sia su pagine ufficiali che non.

Le pagine chiuse, in totale, contavano 2.46 milioni di follower e 2.44 milioni di interazioni negli ultimi tre mesi. E non è tutto, nel report di Avaaz, le pagine segnalate sono ben 104 con il supporto di 6 gruppi e raggiugono in totale ben 18.2 milioni di follower, quindi il lavoro non è ancora finito. In questo periodo di elezioni, inoltre, è facile che nascano ancora pagine e gruppi e che ce ne siano molti che ancora non sono stati individuati.

L’invito della redazione di Recensility è pertanto quello di verificare SEMPRE l’autenticità delle notizie, qualora ci suonassero un po’ strane o estremamente allarmanti. In caso vi imbatteste in Fake News sui social, provvedete a segnalarlo al social stesso tramite l’apposita funzione.

OnePlus 7 e OnePlus 7 Pro, la nuova lineup della casa cinese

Li aspettavamo e finalmente sono qui, OnePlus il 14 maggio ha presentato la sua nuova lineup di smartphone per quest’anno. Quest’anno OnePlus raddoppia e presenta ben due telefoni top di gamma, il 7 e il 7 Pro.

OnePlus 7

Il nuovo OnePlus 7 mantiene lo stesso design del 6T con display AMOLED da 6,41 pollici FullHD+, ma con un hardware aggiornato. Troviamo infatti uno Snapdragon 855, fino a 8GB di RAM e fino a 256GB di storage interno UFS3.0 non espandibili. Il telefono è dotato di speaker stereo certificati Dobly Atmos, una piacevole aggiunta rispetto allo scorso anno.

OnePlus 7 Landing Page
OnePlus 7 Landing Page – Fonte: OnePlus.com

La fotocamera è un modulo doppio, con sensore principale da 48Mpixel stabilizzato e secondario da 5Mpixel per effetto bokeh. Il telefono è in grado di filmare fino a 4k@60FPS.

Rimangono inviariati la batteria da 3700mAh con Warp Charge da 20W e il sensore di impronte sotto al display.

OnePlus 7 sarà disponibile all’acquisto in Italia dal 21 maggio dallo store ufficiale con prezzi a partire da 559€ per la versione 6\128.

OnePlus 7 Pro

Ma passiamo alla vera stella della presentazione, il OnePlus 7 Pro. A differenza del 7, il 7 Pro ha un nuovo design, con un display notchless da 6,67 pollici QuadHD+ AMOLED con bordi curvi, sensore di impronte sotto al display e fotocamera frontale popup, simile a soluzioni già viste, ma non molto diffuse. Il display, come già preannunciato dai rumor, ha una frequenza di aggiornamento di 90Hz, caratteristica non comune, nemmeno tra i top di gamma. Il telefono gestisce automaticamente il refresh rate in base alle necessità. Ricordiamo che DisplayMate ha assegnato la valutazione A+ al display di OnePlus, il valore più alto mai assegnato.

OnePlus 7 Pro Landing Page
OnePlus 7 Pro Landing Page – Fonte: Oneplus.com

Ovviamente anche OnePlus 7 Pro ha caratteristiche hardware da top di gamma. Come il fratello minore, anche qui troviamo uno Snapdragon 855, fino a 12GB di RAM e fino a 256GB di storage UFS3.0. Anche qui è presente un sistema audio stereo certificato Dolby Atmos.

Leggi anche:  Amazon Prime Day: le offerte migliori del day 2

Un altro comparto in cui OnePlus ha fatto notevoli passi avanti è la fotocamera, in questo caso è presente un modulo triplo con configurazione standard + teleobiettivo 3x + grandangolo. Il sensore principale è sempre da 48Mpixel stabilizzato sia otticamente che elettronicamente, mentre il teleobiettivo ha solo una stabilizzazione ottica. L’obiettivo grandangolare non è stabilizzato, ma in genere non è un gran problema.

OnePlus 7 Pro Popup Camera
OnePlus 7 Pro Popup Camera – Fonte: Oneplus.com

La batteria è da 4000mAh con Warp Charge 30, la versione migliorata di Warp Charge, già presente su OnePlus 6T McLaren Edition, che permette di raggiungere i 30W di potenza di ricarica.

Come OnePlus 7, anche il 7 Pro sarà disponibile dal 21 maggio sullo store ufficiale con prezzi a partire da 709€ per la versione 6\128. Da oggi è disponibile anche al preordine su Amazon.

OnePlus 7 Pro 5G

Ma non è finita qui, durante l’evento OnePlus ha presentato anche la versione 5G del suo 7 Pro, supportato da un modem Qualcomm. Questa versione, benché esteticamente identica, ha differenze interne in termini di antenne, ma mantiene tutte le altre caratteristiche della versione 4G. Purtroppo, non è prevista la commercializzazione in Italia.

Lenovo mostra il suo primo tablet pieghevole

Non solo smartphone quest’anno. Lenovo ha presentato un prototipo di tablet da 13 pollici con schermo pieghevole. In questo caso si tratta di un tablet Windows 10 con processore Intel, quindi un vero e proprio computer con tanto di fotocamera Windows Hello e 2 porte USB C. Il dispositivo ha la cerniera in mezzo allo schermo e viene piegato esattamente a metà. Può essere usato anche come portatile, aprendolo parzialmente e utilizzando la tastiera virtuale di Windows.

Prototipo tablet pieghevole Lenovo
Prototipo tablet pieghevole Lenovo – Fonte: CNET

Lenovo non ha svelato le caratteristiche interne, né tanto meno una eventuale data di uscita, ma si parla comunque almeno del 2020.

Il dispositivo rientrerà nella famiglia X1, infatti è orientato a chi viaggia molto per lavoro e non vuole portare un portatile ingombrante con sé. Personalmente aspettavo un prodotto del genere da molto tempo e non vedo l’ora di poterne provare uno. Per ogni aggiornamento a riguardo..stay tuned!

DJI Osmo Action, la action cam secondo DJI

Durante l’evento del 15 maggio, DJI ha ufficialmente fatto l’ingresso del mondo delle action cam, con la sua Osmo Action. Osmo è la linea di prodotti che DJI riserva ai fotografi e videomaker, slegata dalla lineup dei droni, prodotti con cui l’azienda si è guadagnata un nome importante nel settore, puntando su qualità costruttiva e funzionalità.

La nuova Osmo Action non è da meno. Il dispositivo ha due display, uno posteriore touch da 2.25 pollici (e ben 750 nit) per effettuare riprese normali, e uno davanti, da 1.4 pollici senza touch, per effettuare selfie e vlog. La camera è in grado di catturare video fino a 4k@60FPS, slow motion a 1080p@240FPS e il sensore è da 12Mpixel. Per salvare i contenuti, la action cam si affida a una microSD contenuta in uno sportello dedicato insieme alla porta di ricarica USB C.

DJI Osmo Action
DJI Osmo Action – Fonte: DJI.com

Per quanto riguarda l’audio, sono presenti due microfoni e uno piccolo speaker per riprodurre l’audio dei video direttamente dal dispositivo. È interessante notare come la presa type C sul dispositivo svolga solo il ruolo di ricarica, pertanto non sarà possibile collegare un microfono esterno alla Osmo Action.

Ma non sarebbe una action cam senza caratteristiche importanti di resistenza. La camera è in grado di registrare anche in condizioni estreme, resiste infatti fino a -10°C e a cadute da 1.5 metri, inoltre è impermeabile fino a 11 metri, senza l’utilizzo di alcun case.

Il punto di forza di questa action cam è sicuramente la stabilizzazione, che DJI chiama RockSteady e che prevede un algoritmo software che, riducendo il campo visivo del 20%, è in grado di fornire un’esperienza di stabilizzazione eccezionale, anche nelle situazioni più estreme.

Leggi anche:  Recensility consiglia, Gadget: Trixes Ventilatore flessibile Usb

La DJI Osmo Action può essere acquistata sullo store ufficiale e preordinata su Amazon al prezzo di 379€, con spedizioni a partire dal 24 maggio.

Falla Whatsapp, Pegasus potrebbe essersi infiltrato sui vostri telefoni

Su Whatsapp è stata trovata (e corretta) una pericolosa falla che riguarda le chiamate vocali. A quanto pare, infatti, sarebbe possibile per un attaccante effettuare una chiamata vocale a una potenziale vittima per aprire una backdoor e scaricare uno spyware sul dispositivo. Il problema è che sarebbe sufficiente solo effettuare la chiamata, senza nemmeno dover aspettare la risposta. La falla è presente sia su Android che su iOS, quindi nessun dispositivo è sicuro.

Sembra che questa falla sia stata sfruttata per scaricare lo spyware Pegasus, sviluppato da una società israeliana per i servizi governativi e di intelligence di alcuni paesi. Lo spyware, una volta scaricato veniva attivato con una chiamata vocale (un semplice squillo, più che altro) ed era in grado di fornire dati provenienti da microfoni, fotocamera, posizione e altro, il tutto senza che l’ignara vittima fosse a conoscenza di quanto stesse accadendo. Infatti lo spyware si preoccupava anche di cancellare la chiamata dal registro di Whatsapp, pertanto non si poteva venire a conoscenza di quello che stava succedendo, neanche a posteriori.

Fortunatamente è già stata rilasciata una patch che corregge questo bug, pertanto, come sempre, è consigliato aggiornare l’applicazione il prima possibile.

ZombieLoad, nuova vulnerabilità sulle CPU Intel

Intel sembra non poter mai stare tranquilla. Dopo i famosi bug Spectre e Meltdown in tutte le loro varianti, ecco che ora arriva ZombieLoad, un nuovo attacco side channel che permette di scoprire il contenuto di aree di memoria riservate ad altre applicazioni. Come le precedenti falle, anche in questo caso si tratta di una serie di problemi hardware, pertanto tutti i computer che montano un processore Intel sono potenzialmente attaccabili.

ZombieLoad Attack example video from zombieloadattack.com
Demo di attacco ZombieLoad

L’attacco è molto simile a quello di Meltdown e si basa sulla differenza dei tempi di accesso ai dati. In questo caso però i dati compromessi sono custoditi nei buffer interni del processore, quelli che vengono usati per lo spostamento delle informazioni al suo interno.

Tutti i processori che hanno il fix hardware per Meltdown sono immuni, mentre tutti gli altri dovranno basarsi su una patch del microcodice che dovrebbe impattare le prestazioni di circa il 3% e dare una protezione solamente parziale. L’aggiornamento è già stato rilasciato ed è in distribuzione su tutte le piattaforme. Inoltre è stata avviata una campagna di aggiornamenti software di tutti i sistemi operativi.

Secondo quanto riporta Apple, però, per avere una protezione completa sarebbe necessario disattivare completamente l’HyperThreading, con cali di prestazione fino al 40% in casi specifici. Intel è invece molto più cauta e sostiene che, anche con la disabilitazione completa dell’HT, il calo delle prestazioni sarebbe solo dell’8-9%.

C’è da dire comunque che si tratta di un bug piuttosto difficile da sfruttare. E’ necessario infatti andare a interrogare i buffer nell’istante in cui il dato è contenuto al loro interno, pertanto un software malevolo dovrebbe leggere di continuo quei dati, nella speranza che in quel momento siano contenute informazioni preziose. Data la volatilità del contenuto dei buffer, è difficile che si riesca davvero a sfruttare questa falla.

Zenfone 6, notchless secondo Asus

A quanto pare anche Asus si è fatta prendere dalla mania del notchless. Il 16 maggio a Valencia è stato presentato il suo nuovo flagship, lo Zenfone 6. Si tratta ovviamente di un top di gamma, pertanto troviamo uno Snapdragon 855, accompagnato da 6 o 8GB di RAM e fino a 256GB di storage UFS2.1. Il display è un notchless FullHD+ da 6.4 pollici. Per contenere i costi, il display è un tradizionale LCD IPS e il sensore di impronte è un classico capacitivo, posto sul retro del telefono.

Asus Zenfone 6
Asus Zenfone 6 – Fonte: Asus.com

Ma per cosa si distingue lo Zenfone 6? Per 3 elementi principalmente: fotocamera, batteria e prezzo.

La fotocamera è composta da un modulo doppio con sensore principale da 48Mpixel e sensore grandangolare da 13Mpixel e 125° di campo visivo. Ma non è questo l’importante. Quello che si nota subito è che, essendo notchless, non c’è una fotocamera frontale. Questo perché è la fotocamera posteriore a ruotare e diventare la fotocamera frontale. Questo porta due vantaggi: avere la possibilità di fare selfie con la qualità della fotocamera posteriore, in genere sempre migliore di una anteriore, e lasciare campo libero a un display senza alcun tipo di interruzione. Non è tutto oro quel che luccica però, infatti Asus ha dovuto impiegare ben 13 piccoli motori per far ruotare la fotocamera e, giustamente, qualche dubbio sull’affidabilità di questa soluzione è d’obbligo.

Leggi anche:  Che spettacolo! Poi handmade!

La batteria è un mostruoso modulo da 5000mAh con ricarica rapida Qualcomm Quickcharge 4.0, in confezione viene fornito un caricabatterie rapido da 18W. Con una batteria del genere è realistico pensare di caricare il telefono ogni due giorni.

L’Asus Zenfone 6 è acquistabile dal sito ufficiale con prezzi che partono da soli 499€ per la versione 6\64. Inoltre il dispositivo monta Android stock, un sogno per chi non ama le personalizzazioni dei vari brand.

Vulnerabilità su Microsoft Windows, patch disponibile anche per Windows XP

Microsoft nei giorni scorsi ha rilasciato una patch per una vulnerabilità presente da tempo e che affligge tutti i sistemi operativi precedenti a Windows 8.

Il bug è contenuto all’interno del servizio Remote Desktop (ma non nel protocollo in sé) e potrebbe permettere a un attaccante di far scoppiare un nuovo caso WannaCry. L’attacco può avvenire in maniera del tutto nascosta, in quanto non richiede nemmeno di essere autenticati e può diffondersi automaticamente agli altri computer sulla rete.

Per evitare problemi, Microsoft ha deciso di mettere una pezza anche ai sistemi operativi più vecchi, Windows XP e Server 2003 inclusi, nonostante il supporto sia finito da tempo. Per i sistemi più recenti l’aggiornamento passerà da Windows Update, ma per Windows XP e Server 2003 è necessario procedere manualmente al download della patch dall’update catalog.

Con il rilascio di questa patch Microsoft incentiva al passaggio alle versioni più recenti di Windows, in quanto, grazie al lavoro della compagnia per quanto riguarda la sicurezza, non sono in alcun modo afflitte dal problema. Infatti Windows 8, 8.1 e 10 non sono prevedono alcun aggiornamento, poiché immuni all’exploit.

Manifesto per la Repubblica Digitale

Questa settimana è stato pubblicato il Manifesto per la Repubblica Digitale da parte del Team per la Trasformazione Digitale, che si occupa di rende la Pubblica Amministrazione, e l’Italia in generale, più orientata verso il digitale.

Il problema, ormai lo sappiamo, è che in Italia esiste una grossa lacuna culturale per quanto riguarda il mondo digitale. L’obiettivo del manifesto è quello di mettere in atto una serie di procedure e attività a favore di chi, ancora, non ha dimestichezza con l’utilizzo delle nuove tecnologie, in maniera tale che l’Italia Digitale vada a vantaggio di tutti, non solo di quelli (pochi) che sono in grado di muoversi al suo interno.

L’invito che viene fatto è quello di diventare, sia come imprese che come cittadini, parte attiva nella divulgazione della cultura digitale all’interno del nostro Paese, con lo scopo di rendere i suoi abitanti più consapevoli della propria vita digitale, delle possibilità che essa offre e dei rischi ad essa connessi.

Conclusioni

Direi che questa settimana sono arrivati un discreto numero di prodotti eh! Per conoscere quali saranno le notizie della settimana prossima, seguite il sito e tutti i nostri profili social!

Author: Riccardo Ierardi

Rispondi