Come costruire un Server NextCloud con un vecchio portatile

Quel vecchio portatile abbandonato vi implora di tornare in vita ma non sapete come sfruttarlo? Vi servirebbe un NAS ricco di funzionalità e con NextCloud installato, ma non sapete come fare? Siete nell’articolo giusto!

NextCloud?

Nextcloud è un’applicazione server che permette di costruire il proprio Cloud senza avere conoscenze approfondite di programmazione o di networking. È progettato per essere semplice nell’utilizzo ed espandibile con applicazioni orientate allo Small Business o all’ufficio.

NextCloud logo

Ciò che rende questo servizio più interessante rispetto ai famigerati Dropbox, Google Drive o OneDrive è la possibilità di avere spazio di archiviazione maggiore rispetto quest’ultimi senza pagare costi aggiuntivi, oltre che avere accesso fisico ai file condivisi, basta disporre di una macchina (neanche molto potente) con sufficiente spazio di archiviazione.

Dulcis in fundo, sono disponibili client per tutti i sistemi operativi oggi noti.

NextCloud ha un client per tutti i sistemi operativi più utilizzati

Occorrente per il progetto

Per realizzare il progetto, è sufficiente un portatile con:

  • CPU Dual Core a 64 bit
  • 1 GB di Ram
  • Hard disk almeno da 300 GB
  • Penna USB almeno da 4 GB
  • Ubuntu Server 18.04 LTSreperibile a questo link

Preparazione della penna USB

Tra le tante alternative proposte per il progetto, la mia scelta ricade su un’alternativa open source, la distribuzione GNU\Linux Ubuntu Server 18.04, la cui facilità d’uso è quasi proverbiale. Scarichiamo dal seguente link l’ultima versione LTS e prepariamo una comune penna USB da almeno 4 GB.

Il logo di Ubuntu, che darà nuova vita al nostro vecchio portatile

Procedura per utenti Windows

Per chi usa il sistema operativo targato Microsoft, è disponibile Rufus, reperibile da questo link (presenta anche una versione che non richiede installazione), un programma semplice ma efficace per creare penne USB avviabili. Vi basta svolgere le seguenti azioni:

  1. Avviate Rufus con i privilegi di amministratore
  2. Consentite a Rufus di controllare gli aggiornamenti in linea
  3. Inserite la vostra penna USB di modo che Rufus possa rilevarla automaticamente e riportarla nella prima riga “Dispositivo/unità”
  4. Spostate il puntatore del mouse sul pulsante SELEZIONA, quindi selezionate l’iso di Ubuntu Server 18.04
  5. Cliccate su AVVIA e attendete che il programma scriva sulla penna
  6. Se Rufus vi informa su un problema attinente a SISLINUX, basta acconsentire al download

Installiamo Ubuntu Server 18.04

Il primo passo richiede di scegliere la lingua, dato che non è disponibile l’italiano, selezioniamo l’opzioneEnglish” e premiamo Invio.

Lingue disponibili per l'installazione di Ubuntu Server 18.04
Lingue disponibili per l’installazione di Ubuntu Server 18.04

Adesso dobbiamo impostare il layout della tastiera, quindi selezioniamo “Layout” e scorriamo verso il basso tra le possibili opzioni fino a scegliere l’opzione “Italiano”. Se il nostro portatile ha una tastiera non italiana, possiamo scegliere l’opzione “Identify keyboard” e premere i tasti richiesti dalla procedura. Quindi selezioniamo l’opzione “Done” e premiamo Invio.

Selezionare il giusto layout della tastiera vi permetterà di procedere ai passi successivi

La prossima schermata non richiede spiegazioni, basta selezionare l’opzione “Install Ubuntu” e premere Invio. Infine, l’installazione vi presenta un’interfaccia di rete già configurata per l’accesso ad Internet, procedete con tranquillità premendo di nuovo Invio.

Installazione e Network configurati in automatico

Stesso discorso per la configurazione del Proxy, il Mirror da usare e il partizionamento dell’hard disk, procedete premendo Invio ad ogni schermata.

La configurazione automatica vi farà risparmiare tempo e fatica

Adesso è il momento di definire i dati fondamentali per il vostro nuovo server, procedete inserendo il vostro nome e cognome, il nome del vostro server (utilizzando solo minuscole e caratteri alfanumerici), un nome utente (utilizzando solo minuscole e caratteri alfanumerici) e una buona password. Per creare una buona password facile da ricordare, potete tenere a mente i seguenti punti:

  • Usate sia maiuscole che minuscole
  • Scegliete anche numeri, possibilmente evitando sequenze (tipo 1234 o 876)
  • Potete utilizzare alcuni di questi caratteri speciali:
    • @
    • #
    • _
    • +
    • *
Definire il nome del Server e l’utente

Gli ultimi due passaggi sono il pezzo forte della guida: Tralasciate l’opzione “SSH Setup” (gestirete il server mediante interfaccia grafica accessibile da browser) selezionando “Done” e premendo Invio, quindi selezionate l’opzione “nextcloud” premendo la barra spaziatrice, poi spostandovi su “Done”, quindi premendo Invio.

Gli ultimi due passaggi prima di completare l’installazione

Premete Invio quando sarà disponibile l’opzione “Reboot now”, quindi rimuovete la penna USB appena appare a video il seguente messaggio:

Please remove the installation medium, then press ENTER:
Remove installation medium then press ENTER
La famosa frase prima dell’espulsione della penna USB

Il primo avvio

Adesso che abbiamo configurato il nostro vecchio portatile come server Cloud, come possiamo contattarlo senza dover ricorrere all’accesso diretto? Possiamo ricorrere ad un semplice comando:

ip -h -4 address

Questo comando elenca, in maniera leggibile, elenca le interfacce che il nostro server usa per comunicare con Internet

Leggi anche:  Quale distro Linux scegliere? La guida di Recensility
Con un semplice comando possiamo rintracciare il nostro Server

Basta leggere l’indirizzo IP riportato sull’attributo inet sulla seconda interfaccia (qui chiamata enp0s3). Nell’immagine qui sopra elencata l’indirizzo cercato è:

10.0.2.15

Quindi apriamo il browser su qualunque altra macchina collegata alla stessa rete e digitiamo l’indirizzo IP trovato e impostiamo il nome utente e la password (possiamo usare gli stessi utilizzati durante l’installazione di Ubuntu Server).

Per oggi è tutto, il prossimo progetto vi mostrerà come utilizzare al meglio l’installazione e il client, oltre che potenziare il server aggiungendo nuovi servizi e rendendolo disponibile in remoto.

Vi invito a iscrivervi al canale Youtube, dove il caro Gigi vi strapperà un sorriso e un pensiero sulle novità della tecnologia, oltre che seguirci sui nostri socialFacebookTelegramTwitter e Instagram.

Author: Alessandro Giaquinto

Rispondi